• 4 NOVEMBRE • Ad Memoriam Per Pasolini di Michele Schiavino •

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Archivio Michele Schiavino in collaborazione con il circolo Arci Mumble Rumble

presentano

Ad Memoriam
Per Pasolini
di Michele Schiavino

Programma:
18.30 – Brindisi di benvenuto in compagnia de “le zampogne di Daltrocanto” con Carmine Falanga
19.00 – Introduzione a cura di Alberto Castellano, Paolo Speranza e Michele Schiavino
19.30 – Proiezione “Ad Memoriam Per Pasolini” di Michele Schiavino
20.15 – Dibattito con il regista
21.15 – Saluti in compagnia de “le zampogne Daltrocanto”

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” [….] “Ad Memoriam Per Pasolini” è un viaggio attraverso luoghi e persone cari a Pier Paolo Pasolini, iniziato nel 2005 nel trentesimo anniversario della morte del poeta.
Quell’anno era venuto a mancare Ivo Barnabò Micheli, un regista autore negli anni ottanta di un film importante sul regista di Accattone, “A Futura Memoria”.
Cercando nel mio archivio ritrovai un’intervista audio che avevo fatto ad Ivo nel 1985.
Fu riascoltando la voce di Barnabò Micheli su quel nastro che mi venne voglia di fare qualcosa.
Un film?
Degli appunti, da lasciare a futura memoria.
Mi colpirono le ultime parole registrate su nastro da Barnabò Micheli : ” Io credo che questa radicalità di Pasolini, per cui non c’è spazio in questo momento in un’Italia che tende più al compromesso, a tutti i livelli, e a un’omologazione anche intellettuale, credo che ciò che rimane, sia dei suoi testi che della sua biografia, è un insegnamento: lottare in prima persona per ciò in cui si crede veramente. E questo significa non solo lottare in prima persona ma anche rischiare, mettere in gioco se stessi senza la falsa illusione che qualcun altro può risolvere le nostre contraddizioni e il nostro rapporto con la società in cui viviamo. In questo senso la solitudine di Pasolini diventa sempre più grande, ma in senso positivo”.
Risalgo da Matera, set del “Vangelo secondo Matteo” nel 1964, poi Ravello, “è qui che vorrei morire” confesserà il poeta, Napoli, “ultimo baluardo contro la stronza Italia” dirà mentre gira Il Decameron nel 1970.
Montemarano, Mercogliano, Sant’Arsenio, sono alcuni luoghi delle musiche popolari che accompagnano le scene e le situazioni del Decameron: frutto della ricerca dell’etnologo americano Alan Lomax che nel ’55 registrò insieme all’etnomusicologo italiano Diego Carpitella.
Pasolini utilizza in blocco questa ricerca nel suo film senza citare mai la provenienza di quei brani. Quei canti, quelle voci, quelle serenate, tarantelle, tammurriate, si sposano perfettamente con la fine di quel mondo, quella nostalgia per qualcosa che non esiste più: il mondo millenario, contadino, amato dal poeta.
Questa musica, questi frammenti di film mi hanno portato in Friuli, a Udine e a Casarsa, sulla tomba del poeta. “ quando di primavera le foglie mutano colore io cadrò morto sotto il sole che arde…” Ad Memoriam/ Per Pasolini.[…] ” – Michele Schiavino

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Michele Schiavino, regista e critico cinematografico, è impegnato da quarant’anni nell’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali.
Ha curato retrospettive e raccolte di saggi su Pier Paolo Pasolini (1978 – 1986), Marguerite Duras (1986), Carmelo Bene (2007).
Ha diretto rassegne internazionali di cinema e teatro, musica e poesia. Nell’ambito del Midnight Movie Festival (V edizione 1989) ha promosso la prima retrospettiva sui film girati in Costa d’Amalfi, esperienza che ha fruttato la pubblicazione del libro Cult Book Costa Diva in collaborazione con l’artista multimediale Igort.
Durante Cinememorie (II edizione 1996) ha realizzato insieme ad Alberto Grifi il video “Addo’ sta Rossellini?”, un viaggio alla ricerca di volti e ambienti della Costiera Amalfitana sulle tracce di Roberto Rossellini, presentato e premiato al Festival di Locarno (1997). Ha ideato il progetto Costa Diva, itinerario stabile attraverso i luoghi della Costa Amalfitana che accolsero set, divi e divine.
Per il teatro ha ideato e diretto “Majakovskij il tredicesimo apostolo” (1988), concerto per voci e tromba con Paolo Fresu, Joan Minguell e Patrizia Vicinelli.
Con “Ad Memoriam Per Pasolini”, un viaggio attraverso luoghi, personaggi e situazioni cari al regista di “Accattone”, iniziato nel 2005, sperimenta la possibilità di mantenere un’opera sempre aperta a nuove sollecitazioni ed escursioni corsare.

 

 

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